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L'Associazione

18-9-2017 - Vi aspettiamo tutti quanti domani sera 19/9 alle 21:00 al Planetario di Modena, alla prima conferenza del nuovo ciclo "Un altro equinozio con il COSMo".

Trovi il programma dettagliato nella nostra pagina eventi.

Ecco una sintesi:

Martedì 19 settembre. La missione Cassini-Huygens, 1997-2017.
Relatore: Roberto Orosei.
Martedì 26 settembre. Il nostro indirizzo nell’Universo: dal web cosmico alle stelle del vicinato. Relatore: Roberto Castagnetti.
Martedì 3 ottobre. L’energia del futuro passa anche per lo spazio.
Relatore Luigi Borghi.
Martedì 10 ottobre. In missione sulla Luna con il progetto Apollo.
Relatori: Davide Borghi e Ciro Sacchetti.
Martedì 17 ottobre. L’intelligenza artificiale oggi, opportunità etica e prospettive.
Relatore: Leonardo Avella.

Seguiteci.

Il presidente.

18-9-2017 - Un mondo infernale con cieli di titanio.

Gli esopianeti di tipo “Giove Caldo” sono i più facili da osservare, essenzialmente per due motivi:
1) sono molto grossi, quindi l’eclisse della luce della loro stella è più oscurante;
2) la loro orbita intorno alla stella, essendo molto vicina, è molto corta. Questo porta ad un maggior numero di osservazione a parità di tempo. Quindi sono diventati un banco di prova per sviluppare tecniche sempre più sofisticate tese ad analizzare le atmosfere di tutti gli esopianeti. L’articolo che vi propongo di seguito, tratto da www.coelum.com, ne è un esempio. Eccolo:
Grazie alle osservazioni al VLT dell’ESO, trovato per la prima volta l’ossido di titanio in un esopianeta. Un elemento raro la cui individuazione permetterà di affinare i modelli con i quali si analizzano le atmosfere di pianeti extrasolari potenzialmente abitabili.
Un’equipe di astronomi, guidata da Elyar Sedaghati, borsista ESO e recentemente diplomato alla TU di Berlino, ha esaminato l’atmosfera dell’esopianeta WASP-19b con un dettaglio mai raggiunto prima.
Si tratta di un pianeta con massa simile a quella di Giove, ma così vicino al suo Sole da completare un’orbita in appena 19 ore e con una temperatura media che raggiunge i 2000° C.
Quando, dal nostro punto di vista, WASP-19b passa di fronte alla sua stella madre, parte della luce della stella filtra attraverso l’atmosfera del pianeta, che lascia tenui impronte che vengono rilevate quando la luce alla fine raggiunge la Terra. Usando lo spettrografo FORS2 installato sul VLT (Very Large Telescope) dell’ESO, l’equipe è stata in grado di analizzare in dettaglio questa luce e dedurre che l’atmosfera contiene piccole quantità di ossido di titanio, acqua e tracce di sodio, oltre a un caligine globale che diffonde la luce.
Video: https://youtu.be/Tge4i80Y7Vw
«Trovare queste molecole non è un compito semplice», spiega Elyar Sedaghati, che ha lavorato per due anni su questo progetto come studente all’ESO. «Non solo ci servono dati di qualità eccezionale, ma dobbiamo anche elaborarli con programmi sofisticati. Abbiamo usato un algoritmo che esplora milioni di spettri alla ricerca di un ampia gamma di composizioni chimiche, di temperature e di proprietà della caligine, prima di poter trarre le nostre conclusioni».

L’ossido di titanio è raro sulla Terra. Si sa che esiste nelle atmosfere delle stelle fredde. Nell’atmosfera di un pianeta caldo come WASP-19b agisce come assorbitore di calore. Se fossero presenti in quantità sufficiente, queste molecole impedirebbero al calore di entrare o di sfuggire attraverso l’atmosfera, portando all’effetto di inversione termica – la temperatura è più alta negli strati superiori dell’atmosfera e più bassa negli strati inferiori, l’opposto di quel che accade normalmente. Analoga all’azione dell’ozono nell’atmosfera terrestre, dove causa l’inversione termica nella stratosfera.
«La presenza dell’ossido di titanio nell’atmosfera di WASP-19b può avere effetti importanti sulla struttura della temperatura e sulla circolazione atmosferica,» spiega Ryan MacDonald, altro membro del gruppo e astronomo alla Cambridge University, Regno Unito. «Essere in grado di esaminare gli esopianeti a questo livello di dettaglio è promettente e molto emozionante» aggiunge Nikku Madhusudhan della Cambridge University che ha supervisionato l’interpretazione teorica delle osservazioni.
Questo grafico mostra l'ubicazione della stella WASP-19 nella costellazione della Vela. Sono segnate le stelle visibili a occhio nudo in una notte buia e serena. La posizione della stella WASP-19, intorno a cui orbita l'esopianeta WASP-19b, è indicata con un cerchio rosso. Crediti: ESO, IAU and Sky & Telescope.
Gli astronomi hanno raccolto le osservazioni di WASP-19b per un periodo di più di un anno. Misurando le variazioni relative del raggio del pianeta a diverse lunghezze d’onda della luce che attraversa l’atmosfera del pianeta e confrontando le osservazioni con modelli di atmosfera hanno potuto derivare diverse proprietà, come il contenuto chimico, dell’atmosfera dell’esopianeta.
Questa nuova informazione sulla presenza di ossidi metallici come l’ossido di titanio e altre sostanze permetterà modelli molto più precisi di atmosfere esoplanetarie. Guardando al futuro, quando gli astronomi saranno in grado di osservare le atmosfere di possibili pianeti abitabili, i modelli più raffinati permetteranno di capire meglio come interpretare le osservazioni.
«Questa importante scoperta è il risultato di una ristrutturazione dello strumento FORS2, pensato proprio per questo scopo,» conclude Henri Boffin, dell’ESO e membro del gruppo, che ha guidato il progetto di ristrutturazione. «che lo ha reso lo strumento più adatto per questo tipo di studi da terra».
Fonte: http://www.coelum.com/news/un-mondo-infernale-con-cieli-di-titanio
Per approfondire:
https://www.eso.org/public/archives/releases/sciencepapers/eso1729/eso1729a.pdf
Commentato ed adattato da Luigi Borghi.